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Semplicemente ci dimentichiamo di essere farfalle…

farfalla che emerge dal bozzolo

Riflessioni sulla Vita Morte Vita

È a partire dall’immagine di una farfalla che esce dal bozzolo che oso introdurre un argomento molto delicato e di cui è difficile parlare.
Quale argomento è più complesso e intimo della riflessione sulla morte e il morire? È il momento più importante della vita, dopo la nascita, e ad essa profondamente collegato. Un inizio, una fine, un nuovo inizio.

Ne parliamo? Come ne parliamo? Riusciamo a non evitarlo?

Ogni giorno “vediamo” messaggi che mostrano stili di vita prestanti, efficienti, potenti, apparentemente pronti e presenti, come in battaglia, per vincere.
Illusioni, ideali di vita che si contrappongono fortemente a una realtà quotidiana fatta di milioni di piccole e grandi cose. Non le vediamo, non ci accorgiamo del continuo e inaspettato succedersi di eventi belli ed entusiasmanti, di occasioni di crescita che giungono anche nella forma di vissuti di confusione, difficoltà, conflitto. Un continuo ondeggiare tra emozioni contrastanti che costituiscono il sale della vita. La nostra vita.

La vita contiene tutto e tutto ha un senso anche se non sempre è immediatamente comprensibile, molti eventi appaiono misteriosi e inaccettabili.
Sto parlando di quei momenti in cui scopriamo che ciò che abbiamo sempre tenuto lontano, pensando che succedesse ad altri, sta succedendo a noi, proprio a noi.
Quando la malattia grave o addirittura una morte improvvisa giunge a sconvolgere la vita, arriva un’onda alta, uno tsunami che travolge tutto e, a volte per lungo tempo, influenza con pesantezza il processo di crescita di “coloro che restano”.
Si può imparare a “stare” in questa fase? Come cogliere il senso e non restarne schiacciati, annichiliti? Si può parlare della morte con “calma”?

Possiamo innanzitutto non negare questo evento e educare noi stessi imparando a coglierne l’importanza, “vedendo”, con uno sguardo profondo, come ogni giorno incontriamo l’occasione di “scegliere” lasciando andare un progetto che non si sviluppa; e allora ci tuffiamo in un’altra situazione creativa, cambiamo percorso, imbocchiamo strade impreviste, scegliamo di chiudere un cerchio per aprirne un altro. Istante dopo istante apriamo e chiudiamo, iniziamo e finiamo, prendiamo decisioni e scegliamo: viviamo.

La natura continua, senza stancarsi, a indicarci la via nel seme che germoglia, cresce, fiorisce, produce frutto e poi muore, rinascendo di nuovo dopo una trasformazione che avviene nell’unione con la terra.
Il bruco crea un bozzolo che rompe per diventare farfalla e volare libera nella meraviglia di essere. E il ciclo si rinnova creando vita.

È a partire da una riflessione sulla vita che possiamo parlare della morte, è vivendo intensamente ogni istante ricordando che accompagnare un nostro caro al fine vita è accompagnarlo alla Vita.
Possiamo parlare della morte con “calma”, iniziamo a parlarne.

Daniela Bovo