Le buone ragioni per ridurre il consumo di carne

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Le buone ragioni per ridurre il consumo di carne

carni non salutari

Per la salute

Nel 2005, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un allarme dichiarando che, dopo analisi specifiche, le carni “processate” (wurstel, salsicce, carne in scatola, insaccati, alcuni salumi) sono classificate nel gruppo 1 (IARC)* di prodotti sicuramente cancerogeni per l’uomo; quindi, il consiglio è quello di evitarle totalmente.

Gli studi dello IARC, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, raggruppano le sostanze sulla base delle prove che dimostrano che una sostanza può provocare il cancro.

Le carni rosse, invece, sono comprese nel gruppo 2, cioè fra i prodotti che è probabile che siano cancerogeni per l’uomo.
Tuttavia, rispetto alla seconda indicazione, non si hanno dati scientifici sulla quantità entro cui il rischio sia presente, quindi, è bene ridurne il consumo.
La carne inoltre, rispetto ad altre fonti proteiche, è ricca di acidi grassi saturi e colesterolo, sostanze da limitare per prevenire molte patologie.

Per il pianeta

L’impatto ambientale di un allevamento convenzionale è devastante. Il letame prodotto dagli animali provoca problemi di inquinamento e per produrre il mangime vengono utilizzati pesticidi e fertilizzanti dannosi per l’ambiente. Gli allevamenti industriali necessitano di molta acqua, inquinano suolo e aria e contribuiscono in maniera significativa alle emissioni di gas serra, al cambiamento climatico e all’abbattimento di foreste per fare spazio ai pascoli e alle monocolture da cui ottenere mangimi.
Per queste ragioni, la FAO ritiene il settore zootecnico responsabile della perdita di biodiversità complessiva del pianeta.
Altro problema da non sottovalutare riguarda l’uso eccessivo di antibiotici negli allevamenti intensivi utilizzati per prevenire le malattie derivanti dalle condizioni nelle quali sono costretti gli animali; purtroppo, nel corso del tempo i batteri sviluppano resistenze agli antibiotici, che non riescono più a sopprimerli; possono trovarsi nel letame e di lì penetrare nel suolo e contaminare fiumi e laghi. Ma non solo, gli antibiotici che sono presenti nella carne che consumiamo sono assimilati dagli esseri umani e per la medicina è sempre più complicato combattere anche una normale influenza.

Per gli animali

Negli allevamenti convenzionali gli animali sono costretti in gabbie strettissime o confinati in spazi ridotti dove trascorrono una vita breve e dolorosa. Nel corso della loro esistenza, gli animali subiscono varie mutilazioni: viene spuntato loro il becco, viene mozzata la coda o le ali, sono spesso castrati senza anestesia, privati delle corna per non ferire gli altri animali. Infine, il trasporto al macello può richiedere ore di viaggio in condizioni di grande sofferenza. Per fortuna i consumatori sono sempre più attenti al benessere animale e ogni anno aumenta il numero di persone che privilegia cibi rispettosi del loro benessere.

Come devono essere ripartite le fonti proteiche?

Per seguire una giusta alimentazione non deve mai mancare un equo quantitativo di proteine: il nostro organismo ne ha bisogno come ha bisogno di zuccheri e grassi. Consumarne una quantità insufficiente o eccessiva di alimenti ricchi di proteine può compromettere il funzionamento di vari organi.
Proteine importanti, oltre quelle contenute nelle carni, nei latticini e nelle uova, sono quelle contenute nel pesce, ricco di omega 3, e nei legumi, che garantiscono un apporto di fibre indispensabile per l’organismo, e sono poveri di colesterolo e di acidi grassi saturi. Sul mercato, poi, esistono molti alimenti pensati per i vegetariani che possono fornire una buona alternativa ai cibi tradizionali anche per gli onnivori, hanno un ottimo contenuto proteico e permettono di variare la dieta a tutto vantaggio della salute.
Nel prossimo articolo tratterò alcuni prodotti alimentari e cibi che possono sostituire le proteine animali per conoscerli più da vicino.

Dott.ssa Gisella Giovanetti, dietista